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LA LEGGENDA DI COLAPESCE Prima nazionale Sabato 11 maggio, ore 21, Teatro Verdi di Pisa
11 Maggio 2013 Consorzio Con.Cor.D.A
Regia e coreografia Flavia Bucciero
Musica e libretto Antonello Paliotti
Danzatori interpreti Franco Corsi (Colapesce) Sabrina Davini, Laura Feresin, Marta Sbranti , Cristian Ponzi (fauna marina, passeggeri) Flavia Bucciero (madre Eseguono dal vivo : Michele De Martino ( mandolino e mandola), Pasquale Di Nunzio (sax alto e soprano), Massimo Ferrante (voce) , Raffaele Filaci (percussioni) , Dario Franco ( contrabbasso), Antonello Paliotti ( chitarre e voce recitante) , Gianni Sanarico, (violoncello)
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Costumi Lucia Castellana, Niccolò Gabrielli
Video Giulia Gerace
Disegno luci Riccardo Tonelli
La storia di Colapesce è una leggenda tramandata da materiali orali e scritti di origine siciliana, napoletana e spagnola, raccolti e elaborati dallo scrittore Giuseppe Pitrè, da Benedetto Croce, da Italo Calvino, dalla filologa Maria D’Agostino, e che vanta riferimenti a Cervantes, Pontano, Salimbene. Nicola Pesce, o Colapesce, o Pesce Nicolò, è un ragazzo che trascorre tutto il suo tempo nel mare: la madre, esasperata, scaglia contro di lui la terribile maledizione “…che tu possa diventare un pesce!”. E così fu. Lo spettacolo si ambienta nel fondo del mare, che nella coreografia diviene metafora di un mondo parallelo, in cui è possibile distinguere ciò che nella realtà è difficile riconoscere. Colapesce vi si aggira, alla scoperta di sentimenti ed emozioni sconosciuti. Nelle sue peregrinazioni Colapesce si imbatte nelle insidie dei pesci, flessuose e seducenti creature che cercheranno di irretirlo. Incontrerà una nave mal governata che finirà per incagliarsi. Infine sarà portato al cospetto del re che vorrà sottoporlo a prove sempre più pericolose, finché Colapesce… I ritmi della tarantella e della tradizione musicale mediterranea accompagnano il suo percorso di conoscenza, interpretati dal vivo dall’Ensemble diretto da Antonello Paliotti, sono concepiti in maniera originale, e filtrati attraverso una sensibilità contemporanea. Il canto, in una lingua mista tra siciliano, napoletano, italiano, si inserisce nel tessuto dello spettacolo,divenendo , attraverso l’interprete, voce , al tempo stesso, straniante e complice degli accadimenti. Produzione Con.Cor.D.A. , con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana